Area Clinica

La Terapia Cognitivo Comportamentale

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno dei più diffusi approcci terapeutici nella cura dei diversi disturbi psicopatologici. Tale forma terapeutica combina due modelli di terapia significativamente efficaci.

La psicoterapia cognitiva ha l’obiettivo di individuare pensieri ricorrenti, schemi rigidi di ragionamento e di interpretazione della realtà, al fine di correggerli, arricchirli, integrarli con altri pensieri più oggettivi e funzionali al benessere della persona. Ciò che caratterizza e distingue la psicoterapia cognitiva è la spiegazione dei disturbi emotivi attraverso l’analisi della relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti. L’assunto fondamentale, è che le rappresentazioni mentali del paziente (credenze, pensieri automatici, schemi) permettono di spiegare il disagio psicologico e il suo perpetrarsi nel tempo. Le reazioni emotive disfunzionali e il disagio sono frutto di distorsioni contenutistiche e formali di tipo cognitivo: la patologia è frutto di pensieri, schemi e processi erronei di pensiero. La non modificazione di tali schemi contribuisce al mantenimento del disturbo.

La psicoterapia comportamentale aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento e la sperimentazione pratica di nuove modalità di reazione.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è:

  • Centrata sul “qui ed ora”. La terapia è principalmente centrata sul presente e sul futuro, mira ad ottenere dei cambiamenti positivi, ad aiutare la persona a uscire dalle proprie “trappole cognitive”.Il percorso psicoterapico si preoccupa di attivare tutte le risorse del paziente e di scovare insieme allo stesso valide strategie funzionali al proprio benessere. Questo vuol dire che agendo attivamente ed energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti dei problemi che ci affliggono da tempo. A breve termine. La durata della terapia varia di solito dai quattro ai diciotto mesi, a seconda del caso, con cadenza il più delle volte settimanale. Non si esclude, tuttavia, per problemi psicologici più gravi, un periodo di cura più prolungato, in concomitanza con una possibile farmacoterapia di supporto.
  • Orientata allo scopo. Il terapeuta cognitivo-comportamentale lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con lo stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze.
  • Attiva. Sia il paziente che il terapeuta giocano un ruolo attivo nel percorso terapeutico. Il terapeuta mostra al paziente ciò che caratterizza la sua problematica e le possibili soluzioni ad essa. E’ compito del professionista individuare le tecniche piu’ appropriate che potranno aiutare la persona a raggiungere questi obiettivi, mentre sara’ compito di quest’ultima impegnarsi durante gli incontri e nella vita reale per seguire le indicazioni dell’operatore.
  • Collaborativa. Terapeuta e paziente lavorano insieme per capire e sviluppare strategie che possano indirizzare quest’ultimo alla risoluzione dei propri problemi. Tale approccio necessita di un’imprescindibile collaborazione tra paziente e terapeuta.

Attualmente la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale copre il campo del trattamento di tutti i disturbi mentali: disturbi dell’area nevrotica (disturbi d’ansia, fobie, ossessioni-compulsioni, depressione), disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia), disfunzioni sessuali, disturbi di personalita’, disturbi da abuso di sostanze, psicosi (disturbo delirante, schizofrenia), problemi psicopatologici dell’eta’ evolutiva, psicopatologia nell’anziano.

Oltre alle applicazioni psicopatologiche le tecniche cognitivo-comportamentali si dimostrano particolarmente efficaci e rapide per aiutare le persone a risolvere difficoltà di adattamento o crisi evolutive (difficoltà nelle relazioni sociali o nel lavoro, ansia da esame, reazioni disadattive al lutto, difficoltà nella coppia o nella gestione dei figli, ecc.), anche attraverso modalità alternative al trattamento psicoterapico standard.

PNL – Programmazione Neuro-Linguistica

La PNL – Programmazione Neuro Linguistica – è un’integrazione di varie discipline tra le quali la psicologia, la linguistica, la cibernetica e la teoria dei sistemi:

 

NEURO in quanto la nostra esperienza, il conscio, e il subconscio sono derivati dai nostri sensi e dal sistema nervoso.

LINGUISTICA perché i nostri processi mentali sono anche codificati, organizzati, ricevono significato e sono trasformati attraverso il linguaggio.

PROGRAMMAZIONEin quanto le persone interagiscono come un sistema nel quale l’esperienza e la comunicazione è composta di modelli, di schemi di lettura e interazione.

 

La PNL fu dapprima sviluppata nel 1970 da studi su che cosa rendeva alcuni terapeuti molto più efficaci di altri nell’ottenere dei cambiamenti in sinergia con i propri pazienti.

 

La PNL è utile qualora si cerchi d’incrementare le abilità comunicative e creare relazioni significative con gli altri al fine di una migliorata qualità di vita.

La PNL in sè non è e non può essere considerata una psicoterapia, ma eventualmente può integrarsi ad essa avendo già ottenuto un enorme impatto su alcune tecniche e approcci di psicoterapia.

La PNL va inquadrata, al tempo stesso, come un approccio alternativo e/o complementare, che cerca di istruire le persone all’autoconsapevolezza e alla comunicazione efficace, al fine di cambiare i propri schemi di comportamento mentale ed emozionale.

Un professionista di PNL può aiutare la persona ad identificare ed a cambiare l’impatto di modelli comportamentali negativi derivati dal passato rimpiazzandoli con positivi e più utili modelli.

Terapia Mezzo Cavallo (TMC)

La Terapia mezzo cavallo è una tecnica riabilitativa che utilizza come mezzo il cavallo ed ha come principale scopo il raggiungimento di un benessere globale (fisico, mentale e sociale), il recupero di abilità operative, autonomia e integrazione sociale nonché la sollecitazione delle capacità residue da stimolare per raggiungere il massimo grado di autonomia per la persona disabile.

La persona disabile diviene il soggetto attivo della terapia ed è protagonista in prima persona del progetto riabilitativo.

Terapia Sessuale

Quando il singolo o la coppia sperimentano una sessualità ammalata, a quale professionista è opportuno rivolgersi? Quale percorso terapeutico risulta più idoneo?

Il referente consono è il sessuologo clinico, esperto in dinamiche individuali e di coppia. Il sessuologo ha la preparazione professionale necessaria per guidare la persona alla risoluzione del disturbo sessuale di origine psicologica attraverso un percorso di:

  • Costruzione di una relazione positiva con il proprio corpo e con quello del partner
  • Consapevolezza del proprio funzionamento sessuale
  • Esplorazione dei vissuti, della dimensione del piacere e del significato del sintomo sessuale
  • Consapevolezza e mobilitazione delle proprie risorse interne
  • Riduzione della conflittualità
  • Apprendimento di modalità di comunicazione più efficaci
  • Risoluzione di conflitti e paure
  • Sblocco delle inibizioni e contenimento dell’ansia

I sintomi sessuali, una volta escluse cause di tipo organico, possono essere trattati all’interno di un processo psicoterapeutico volto ad un cambiamento duraturo.

La terapia sessuale non può e non deve essere vista come una terapia “d’organo” atta a ripristinare il funzionamento di una parte del nostro corpo ma, piuttosto, come un processo che coinvolge l’individuo o la coppia sotto ogni aspetto.

Le finalità dell’intervento terapeutico vengono perseguite condividendo con il paziente un’adeguata strategia terapeutica.

La Terapia Sessuale ben si integra con la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale al fine di costituire un approccio più completo che consente d’intervenire su i contenuti emotivi e cognitivi correlati al disturbo sessuale.

La durata prevista è di solito compresa fra i 4 e i 18 mesi. La terapia si muove verso la ricerca di un’intimità di coppia sempre maggiore, la costruzione di un rapporto di alleanza e cooperazione, l’esposizione graduale alla propria sfera emotiva.

Cosa trattiamo

  • Disturbi d'Ansia

    • Attacco di panico
    • Disturbo d'ansia Generalizzato
    • Fobia Sociale
    • Disturbo Ossessivo-Compusivo
    • Disturbo Post Traumatico da Stress
    • Ipocondria
    • Agorafobia
    • Claustrofobia
  • Disturbi dell' Alimentazione

    • Anoressia Nervosa
    • Bulimia Nervosa
    • Disturbo da Alimentazione Incontrollata
  • Disturbi di Personalità

    • Disturbo Evitante di Personalità
    • Disturbo Dipendente di Personalità
    • Disturbo Paranoide di Personalità
    • Disturbo Istrionico di Personalità
    • Disturbo Narcisistico di Personalità
    • Disturbo Borderline di Personalità
  • Disturbi dell'Umore

    • Depressione
    • Distimia
    • Depressione post-partum
    • Disturbo Bipolare
  • Disturbi Psicotici

    • Schizofrenia
  • Disturbi del carattere

    Disturbi psicosomatici

    Insonnia

    Mancata elaborazione del lutto

    Problematiche relazionali e di comunicazione

  • Disturbi sessuali

    • Disturbi del desiderio sessuale
    • Disturbi da avversione sessuale
    • Disturbi dell'eccitazione femminile
    • Impotenza erettile
    • Eiaculazione precoce e tardiva
    • Ansia da prestazione
    • Vaginismo / Dispaurenia / Anorgasmia
    • Disturbi da dolore sessuale
    • Omofobia
  • Dipendenze Patologiche

    • Tossicodipendenza
    • Alcolismo
    • Dipendenza da Internet
    • Porno-Dipendenza
    • Gioco d'azzardo on line
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